in attesa della www.ciucciopolitana.org
DONI DI LUCE
Quando parlo con Zì Peppe delle cose della terra sempre iamm a ferniscere ca nun se capisce cchiu’ niente e ca lu sole è paccio….
Pero’ stammatina eggio sentuto la campanedda ri Catarina Libera ca m’annunciava che era turnata ra la muntagna roppo tre misi e mienzo…..
E la granda miraviglia è ca nun era sola …..
Natu ciucciarieddo masculo a la temparilafica… e siccome ultimamente tutti mi ricono ca rongo li nnummeri mettenne assieme li ccose : aieri 21 solstizio Sole e oggi è 22 lu paccio lu nome ri battesimo è Sole Paccio
Un beneagurante tentativo di esorcizzare quello che non si capisce e questa luce sempe lattiginosa
TRANS/UMANANZE DI CIUCCI E PELLEGRINI
Maronna mia miettece a mana toia…..
CIUCCIOPOLITANA E MADEAMADRE DI VIGGIANO
ANTONIA GUIDA EMOZIONALI E FACILITATRICE DI COMUNICAZIONE: Apprendista ciucciarella pellegrina dalle montagne del Cilento Interiore inaugurera’ la nuova e antica tratta della Ciucciopolitana LUCANA
Il
2 settembre dall’Asineria EquinOtium di Atena Lucana riparte “Il
cammino silenzioso”, un pellegrinaggio a piedi con due giovani
ciucciarelle di nome Astrid e Viola. Percorreremo i Monti della
Maddalena, passando per strategici pozzi petroliferi della Val d’Agri,
le fonti e i corsi d’acqua vitali, per riaccompagnare, domenica 6
settembre, a Viggiano, la Madonna delle Genti Lucane.
Dopo
l’esperienza del maggio scorso, il ritorno sul Sacro Monte diventerà
occasione per incontrare le genti che abitano la Lucania, farsi
raccontare il proprio rapporto con i luoghi, leggerne negli occhi
l’indole, il carattere, il loro “essere nel mondo” e così passo dopo
passo riequilibrare il nostro di “essere nel mondo”.
Partire,
raccogliere, tornare, come i pastori che ritrovarono l'effige d'oro
della Madonna e che attraversano quei luoghi per nutrire i propri
armenti. Dopo la salita della primavera, la discesa che segna la fine
dell'estate, il Sacro Monte di Viggiano rappresenta il punto d'incontro
tra la terra, i suoi cicli, i suoi frutti e l'eterno, il cielo che
distrugge, fa crescere e protegge.
Fare e disfare il cammino, come si fa con i campi e con le coscienze, per rigenerare e rifiorire.
Un pellegrinaggio è anche ricerca, non solo dello Spirito del
viandante, ma anche del senso profondo di chi abita i paesi e le
montagne attraversate, diventare ospite vuol dire fermarsi ad ascoltare,
attraversare vuol dire indagare ed essere indagato, così come camminare
equivale a riflettere.
Il cammino silenzioso diventa così occasione
per misurare coi passi dei ciucci la terra lucana, le storie, le rese,
“le cose che così devono andare”. Camminare è un'azione a credito che
trasforma continuamente l'uomo. Bisogna fidarsi, camminare e essere
pronti a cambiare.
Accanto all'intento principale che è quello di
vivere con emozione ogni singolo passo che ci avvicina al Sacro Monte,
abbiamo anche la volontà di creare un’equipe interdisciplinare che,
attraverso sguardi diversi, racconti il viaggio e i protagonisti degli
incontri lungo la strada e i sentieri. Una ricerca sociale che è tale
solo perché è essa stessa un “fatto sociale”, un salire e scendere i
crinali delle comunità e dei singoli abitanti tinti dal nero della
Madonna di Viggiano e del petrolio.
Un viaggio all'insegna del
disincanto. Senza folclore e pose fotografiche stucchevoli cercheremo di
imprimere nei nostri cuori i sentieri di montagna e le persone che la
abitano con la fiducia e la convinzione che qui più che mai sono
sperimentabili nuovi percorsi e nuovi e diversi “gradi di apertura al
mondo”.
Il cammino è pieno di emozioni autentiche, ragion per cui è
aperto a tutti tranne che agli artisti fricchettoni new age, ai
paesologi, agli intellettuali della ruralità (gli ultimi in ordine di
tempo arrivati) e ai diversi infiltrati fiancheggiatori dell'Eni
presenti in queste nostre terre.
Numero massimo persone 6
AUT/ONOTERAPIA
SETTIMANE di Esperienze di aut/onoterapia di liberazione
Un prato ha bisogno di “essere curato”
un ciuccio ha bisogno di “essere pasciuto”
in primavera tutti noi abbiamo bisogno di “essere germogliati”
Esperienze di aut/onoterapia di liberazione a tempadelfico con luna rosa di maggio ciucciarella selvatica nata in una notte
di luna piena di maggio sotto un cespuglio di rosa canina da caterinalibera
CILENTO E CALABRIA…. STESSE FACCE E STESSI CIUCCI
Angelo Avagliano, ideatore della #ciucciopolitana, sarà con noi il 3/07 a Tortora (CS) all'apertura di Viaggiolento nel Pollino, assieme ad altre reti di piccole produzioni biologiche locali.
“La Ciucciopolitana fu immaginata da Angelo Avagliano come una
infrastruttura fondamentale che servisse a mettere in rete e connessione
i nodi di biodiversità colturale e culturale che innervano il
territorio del Cilento”…“L’Associazione L.O.S.A.P. LUDO-LABO
OSSERVATORIO SOCIO AMBIENTALE PRUNO in partenariato con l’Ente Parco
nazionale del Cilento, in collaborazione con le istituzioni locali, fu
animatrice e promotrice di una serie di interventi che riguardavano la
salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale ed
architettonico della Valle di Pruno”. Ce la farà quest'anno
Viaggiolento nel Pollino, giunto ormai alla V Edizione, ad ottenere
considerazione dall'Ente Parco Nazionale del Pollino? Vedremo! Emoticon
smile
Altre analogie…il ciuccio cugino campano di Cometina è stato
ospitato per dare una lezione di Ciucciopolitana in Piazza del Sapere,
all'Università degli Studi di Salerno, mentre il Viaggiolento nel
Pollino di Cometina è stato ospitato quest'anno all'Università di
Cosenza perchè riconosciuto tra le più creative forme di comunicazione
turistica in Calabria.
PASQUA IN CILENTO COMUNITA’DEL CIBO TERRAMADRE COLTIVATORI DEL GRANO CARUSEDDA
PASQUA IN CILENTO COMUNITA’DEL CIBO TERRAMADRE COLTIVATORI DEL GRANO CARUSEDDA
PRUNO DI LAURINO 2 – 6 APRILE 2015
Associazione L.O.S.A.P. /ACCOGLIENZA Rurale Tempa del Fico
A Pruno, come un tempo, la Settimana Santa è dedicata alla
preparazione della festa in spirito di armonia e collaborazione. Per
questo proponiamo l’opportunità di partecipare alle attività
quotidiane che caratterizzano l’attesa della Pasqua.
Il programma si articola secondo il seguente calendario:
Giovedì 2 APRILE
preparazione germogli di grano carusedda;
mittimo a bagno lu grano carusedda;
come si face la ricotta (laboratorio caseificazione artigianale);
cuglimo li ierve pe le pizze chiene e li lavamo alla fresca fontana (riconoscimento erbe selvatiche di interesse alimentare ed escursione alle sorgenti).
Venerdi 3 APRILE
cocimo le jete, la vurraina, l’ardicole, li savuni e li cicorie (laboratorio gastronomico);
mpastamo la pasta frolla;
vullimmo lu grano;
preparamo a luvatina per lu pane ( u criscito ca vene da luntano).
Sabato 4 APRILE
preparamo lu mpasto pe pizze chiene, vicci, pane, pastiere di grano carusedda e frese (laboratorio di panificazione artistica artigianale);
priparamu li leune, aspettamo ca lu pane cresce e lu ’nfurnamo.
Domenica 5 APRILE Pasqua:
E’ festa!!!!!!!!! Ne mettimo u vestito bello e mangiamo, sunamo e abballamo
Lunedì 6 APRILE Pasquetta
Ne facimo na caminata a la montagna cu li ciucciarieddi suisentieridella CIUCCIOPOLITANAe po mangiamo, sunamo e abballamo e pe chi vole, ne mbriacamo puro…….
Pastiere di grano carosella di pruno
Tutti gli ingredienti utilizzati per la preparazione delle varie pietanze provengono dal nostro orto coltivato naturalmente, dal latte di animali che pascolano liberi nella valle e il protagonista principale è il grano carusedda
Qui qualche foto dell’anno scorso
È gradita la presenza dei bambini cui sarà riservato anche un
trattamento economico agevolato e una buona accoglienza da parte dei
nostri ciucciarielli
Per informazioni e prenotazioni (entro il 28 marzo) contattare l’indirizzo mail [email protected] oppure telefonare al 3475934744 - 339 3129490.
ASINI CIUCCIOPOLITANA E FORMAZIONE IN ONOTERAPIA

Una volta al mese (in genere di domenica) TEMPA DEL FICO in collaborazione con l’ASSOCIAZIONE L.O.S.A.P. LUDO-LABO OSSERVATORIO SOCIO AMBIENTALE PRUNO,
ORGANIZZA
incontri di formazione,divulgazione ed informazione pratico teorici sulle esperienze in agricoltura organica e rigenerativa,coltivazione cereali antichi antichi e ciclo del grano, filiera corta,di architettura sostenibile,onoterapia e mobilita’ dolce con gli asini,panificazione naturale artistica,caseificazione artigianale. ed attivita’ legate al sociale ed alla innovazione legata ai temi della ruralita’ contemporanea.

La serie di incontri è rivolta a singoli privati,associazioni e gruppi interessati alle iniziative ed esperienze agite in TEMPA DEL FICO ed intende venire incontro alle tante richieste di “conoscere"la nostra realta’ .
La giornata tipo comprende anche la degustazione dei prodotti della valle di PRUNO
Per esigenze organizzative si rende necessario concordare la partecipazione alle giiornate con almeno 10 giorni di anticipo
CONTEMPORANEITA’ DEL BRIGANTE GIUSEPPE TARDIO
ALIMENTAZIONE, MOBILITA’ E ABITARE…. AL TEMPO DEI BRIGANTI
E il pane nero di carusedda o peteniedda…. e piu’ spesso frese secche….
Ed i ciucci e i muli erano compagni fidati ed indispensabili . Allleati nel patimento e nella sopraffazione….
L'Associazione LO.S.A.P. in collaborazione con l'ospitalita’ rurale TEMPA DEL FICO nell'ambito del PERCORSO DEI BRIGANTI da Piaggine a Pruno di Laurino nei giorni 27 e 28 settembre 2014 organizza un fine settimana in cui si approfondira’ l'alimentazione, le modalita’ costruttive e la mobilita’ al tempo dei Briganti
PROGRAMMA :
Sabato 27 SETTEMBRE :
In mattinata laboratorio di riconoscimento ed uso delle erbe selvatiche in cucina ed in medicina naturale
Pranzo conviviale
In pomeriggio-sera : grani antichi e pane nero
frese ed acqua sala
impasto del criscito
sapori, suoni e canti briganti con Zi Giuanni De Vita presso il rifugio contemporaneo,fatto con balle di paglia, per ciucci liberi….
Domenica 28 SETTEMBRE :
Laboratorio di panificazione artistica ed artigianale con farine da grani antichi molite a pietra
pizze chiene,panbrigante e panelleprene….
Pranzo conviviale
I ciucci e la montagna : passeggiata lenta sulle tracce dei briganti in compagnia degli asini facilitatori e maestri di comunicazione sentieri della CIUCCIOPOLITANA
Nei due giorni saremo accompagnati alla Croce di Pruno dal Prof. Vincenzo Marra che ci parlera’ del brigante Tardio nei luoghi che lo videro protagonista.
Sara’ con noi anche il Dott. Dario Marino (custode delle memorie) della COOPERATIVA SOCIALE TERRA DI RESILIENZA che ci guidera’ nell'interpretazione del fenomeno brigantaggio in Cilento
Possibilita’ di pernottamento in loco
Per partecipare alle giornate è necessaria la prenotazione
PER INFO : ANGELO AVAGLIANO 3475934744
Cosi’ l'informazione del tempo ,falsa ed atta ad infangare la resistenza dei contadini del sud, descriveva il comportamento alimentare dei briganti….
Il brigante, estratto fumante dal petto il fegato e la
milza dello sventurato, seduta stante, lo cucinò come fosse stato fegato di vitella, e se lo mangiò
tranquillamente in mezzo agli evviva dei compagni plaudenti!!.
Essi rappresentano, in queste parole, l'alterità interna – i
“primitivi interni”, per dirlo con altra espressione – irriducibile alle forme di umanità e di vita civile
della nazione.
Contro questi mostri non vi può essere altro mezzo che la forza……I nostri briganti non sdegnavano di tagliare ai prigionieri brani di carne, cospargerli di sale e pepe e dopo di averli rosolati leggermente sul fuoco, ancora stillanti sangue mangiarseli innanzi
alle stesse vittime col più gran gusto.
A noi invece piace pensare che i briganti sono parte di quel tempo ed in
quel tempo consumano la loro esistenza.
E risulta fuorviante l’immagine bugiarda di briganti goderecci e
gaudenti.
Un canto spontaneo, ora di protesta, ora di rabbia.ora
d’amore ed il pensiero volava alle donne che andavano
nei campi a raccogliere verdure selvatiche per preparare una
minestra da poveri ai loro uomini in montagna
Ed allora solo allora tornava la nostalgia della casa, della famiglia e di un amore a cui si era scelto di sacrificare tutto, persino la vita.
Non si puo’ fare a meno di pensare alle difficoltà della vita alla macchia,
alla difficoltà di accendere un fuoco possibile rivelatore
della presenza della banda in un luogo; pensare ad un frettoloso
pasto in piedi o in sella ad un ciuccio .
Pensare al rimpianto e alla
nostalgia per un piatto caldo davanti al fuoco della propria
abitazione e all’ansia di normalità che percorre come un
brivido quegli uomini abbrutiti dalla lotta mentre trangugiano un
boccone di pecora mal cotta e senza condimento.
Stride questo mondo con
l’immagine bugiarda di gozzoviglie pantagrueliche: favole,
queste ultime, che sconfinano nel grottesco se paragonate con
la realtà grama di chi, nei periodi di magra, mangia solamente
le radici commestibili che trova nei boschi, le ghiande, i funghi,
i frutti selvatici.
Indizi che ci indirizzano verso il mondo contadino
e ci aiutano a comprendere che, con le ovvie limitazioni della
vita alla macchia, l’alimentazione dei briganti era quella tipica
del povero mondo rurale che li esprimeva.
Informazioni più verosimili definiscono un regime alimentare
equivalente, come a noi oggi sembra ovvio, a quello delle comunità pastorali:
Sobri per loro natura, vivevano per molti giorni di seguito cibandosi di cipolle, erbe crude, latte,
formaggi e, quando potevano, di qualche pezzo di carne appena rosolato sul fuoco, o crudo alla
circostanza, asperso però di sale e “puparuoli amari” dei quali erano sempre provvisti.
Di tratto in tratto si permettevamo il lusso di qualche capretto, che scannato, scuoiato,
veniva infilzato in un lungo bastone – uso spiedo – arrostito e divorato con un appetito da lupi; le
piccole ossa venivano sgretolate come biscotti!!».








